Thursday, July 14, 2011

Giudice israeliano nega il ricorso di una partecipante all'iniziativa Welcome to Palestine contro la sua detenzione


Al Dameer, organizzazione che fornisce assistenza legale ai prigionieri e difende i diritti umani, ha visitato più di ottanta prigionieri stranieri in Ramla e Beer Al-Saba. Queste persone sono state arrestate lo scorso venerdì 8 luglio 2011, al loro arrivo a Tel Aviv nella speranza di visitare la Palestina e di fornire solidarietà  alla popolazione locale che lotta contro l’occupazione israeliana. Al Dameer condanna con forza le azioni del governo israeliano e le loro arbitrarie violazioni dei diritti umani, come la libertà di circolazione, di associazione e di espressione. L’attuale situazione dimostra che Israele ha di fatto imposto un blocco non solo su Gaza, ma anche su West Bank, impedendo l’ingresso in Palestina ad attivisti stranieri e arrestandoli senza legittime ragioni.
Negli ultimi giorni, l’istituzione Al Dameer, che fornisce assistenza ai prigionieri e lotta per la difesa dei diritti umani, ha visitato più di ottanta stranieri in prigione a Ramla e Beer Al-Saba. Essi sono stati arrestati discriminatamente dall’esercito di occupazione lo scorso 8 luglio 2011 al loro arrivo a Tel Aviv per fornire solidarietà al popolo palestinese nella loro lotta contro l’occupazione. L’istituzione Al Dameer condanna con forza le azioni di Israele e le loro arbitrarie violazioni dei diritti umani, tra i quali la libertà di circolazione, di associazione, di espressione e di opinione. Questa è la prova che Israele impone un blocco non solo sulla striscia Gaza ma anche su West Bank attraverso sia restrizioni all’entrata a pacifici attivisti occidentali sia il loro arresto.
Le prime delegazioni straniere hanno cominciato a raggiungere l’aereoporto di Ben Gurion venerdì mattina 8 luglio 2011 per prendere parte all’iniziativa Welcome to Palestine, organizzata dalla società civile palestinese con lo scopo di consentire a centinaia di attivisti internazionali di visitare i territori palestinesi occupati. Un numero limitato di stranieri ha avuto accesso nei territori palestinesi attraverso l’aereoporto di Ben Gurion, mentre alla maggioranza degli attivisti è stato negato l’ingresso e molti di essi sono stati messi in custodia cautelare e detenuti in diverse parti dell’aereoporto, per poi essere trasferiti nelle prigioni di Ramla e Beer Al- Saba la sera di venerdì 8 luglio.
Come parte dell’iniziativa Welcome to Palestine, la prima delegazione straniera ha raggiunto  l’aereoporto di Ben Gurion l’8 luglio 2011. Organizzata dalla Società civile palestinese, questa iniziativa ha come obiettivo quello di accogliere centinaia di attivisti internazionali in visita nei territori palestinesi occupati. Tuttavia, un numero limitato di attivisti è riuscito a raggiungere i territori palestinesi, mentre molti di essi sono stati arrestati al loro arrivo ed in seguito trasferiti nelle prigioni di Ramla e Beer Al-Saba.
Oltre alla violazione arbitraria della libertà di circolazione, gli attivisti stranieri sono stati trattati miseramente. Tra il 9 e il 12 luglio, avvocati membri dell’associazione Al Dameer (Annan Odan e Samer Semaan) hanno visitato i detenuti che hanno sostenuto di non aver ricevuto né cibo né acqua. Fadwa Al- Atrash, uno studentessa di 19 anni, ha dichiarato all’avvocato di non aver ricevuto né cibo né acqua tra le 15,30 e la mezzanotte nella prigione di Ramla. Inoltre, Fadwa è stata trattenuta in un veicolo militare con un altro straniero per circa un’ora. Malgrado l’alta temperatura, i soldati hanno deliberatamente alzato il riscaldamento nella macchina. In aggiunta, secondo Fadwa, le autorità hanno morso gli stranieri durante la loro detenzione nell’aereoporto. Fadwa è stata morsa alle gambe e colpita al viso e alla schiena da tre officiali della sicurezza all’aereoporto. Muhammad Najjar, un cittadino belga di 33 anni, è stato morso due volte all’aereoporto. Quando 4-5 ufficiali israeliani lo hanno messo con forza nell’aereo in direzione per il Belgio, Najjar si è rifiutato. Come risultato, i soldati lo hanno preso a calci e lo hanno picchiato. Quando Najjar ha tentato di proteggere Fethiye Abdul Albardali, egli è stato attaccato da circa 10 forza di sicurezza.


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